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Studi ambientali

STUDI DI IMPATTO AMBIENTALE E VALUTAZIONI D'INCIDENZA

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è uno strumento decisionale di cui si avvalgono le autorità competenti per valutare i progetti di realizzazione e/o ampliamenti di impianti industriali, di realizzazione e/o ampliamenti delle vie di comunicazione e di una serie di altre opere specificate in precisi documenti e nelle varie normative regionali sulla VIA.
All'interno del processo di valutazione di impatto ambientale si considerano tutti gli effetti diretti ed indiretti di un progetto, e delle sue principali alternative, sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque superficiali e sotterranee, sull'aria, sul clima, sul paesaggio, sui beni materiali e sul patrimonio culturale, sociale ed ambientale.
Come primo passo della procedura di VIA, il committente è obbligato a redigere, in collaborazione con gli enti istituzionali che valuteranno il progetto, uno Studio di Impatto Ambientale, cioè uno studio comprendente dati, analisi e informazioni, quali:

  • descrizione del progetto;
  • descrizione delle principali alternative prese in esame dal committente, motivazioni della scelta progettuale sotto il profilo dell'impatto ambientale e comparazione tra le alternative prese in esame e il progetto presentato;
  • descrizione delle componenti dell'ambiente potenzialmente soggette ad un impatto importante del progetto proposto;
  • descrizione dei probabili effetti rilevanti del progetto proposto sull'ambiente;
  • descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e se possibile compensare rilevanti effetti negativi del progetto sull'ambiente.
Tale studio verrà successivamente valutato da parte delle autorità competenti nell'ambito del processo di Valutazione di Impatto Ambientale.

 

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) E VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE (VINCA)

Nella Direttiva 2001/42/CE che la istituisce, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ha il compito di "contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile". Il valore aggiunto atteso della VAS è dunque la maggiore consapevolezza, nel soggetto che elabora e approva il piano, delle implicazioni ambientali dello stesso. È un valore aggiunto culturale, che si consegue attraverso la stretta integrazione fra il processo di formazione del piano, in tutte le sue fasi, e il processo di valutazione. Studio Landlab ha posto questa esigenza di integrazione al centro della metodologia di costruzione del piano, in piena sintonia non solo con la Direttiva europea, ma anche con le linee indicate dalla Regione Veneto con la legge n. 11/2004 nonché con la dottrina che si sta formando (si veda per esempio il progetto Enplan). Tale orientamento è peraltro ribadito anche nella recente Deliberazione della Giunta Regionale n. 3262 del 24 ottobre 2006 concernente "Attuazione Direttiva 2001/42/CE della Comunità Europea. Guida metodologica per la Valutazione Ambientale Strategica. Procedure e modalità operative. Revoca D.G.R. n. 2961 del 26 settembre 2006 e riadozione." , dove all'Allegato C è approvata la procedura per la Valutazione Ambientale Strategica dei Piani di assetto territoriale comunale o intercomunale di cui agli articoli 14, 15 e 16 della L.R. n. 11/2004.

Alcuni esempi:


VAS COMUNE DI SOSSANO - ANNO 2007 - VAS PER PAT


VINCA. Il Consiglio delle Comunità Europee ha approvato il 2 aprile 1979 la Direttiva 79/409/CEE (Direttiva "Uccelli") concernente la conservazione degli uccelli selvatici, recepita nella legislazione italiana con la Legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio". La direttiva prevede, tra l'altro, che gli Stati membri, al fine di garantire la sopravvivenza e la riproduzione nella propria area di distribuzione delle specie di uccelli segnalate negli appositi elenchi allegati o, comunque, delle specie migratrici regolarmente presenti, classifichino come Zone a Protezione Speciale (Z.P.S.) i territori più idonei per la conservazione di tali specie, adottando idonee misure di salvaguardia (art. 4, commi 1, 2 e 4). Successivamente, con la Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 (Direttiva "Habitat") relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica, il Consiglio delle Comunità Europee, al fine di contribuire a salvaguardare la biodiversità, ha promosso la costituzione di una rete ecologica europea di Zone Speciali di Conservazione (Z.S.C.) denominata Natura 2000, con l'obiettivo di garantire il mantenimento, o all'occorrenza il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie, elencati negli allegati alla direttiva, nella loro area di ripartizione naturale. Con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, l'Italia ha recepito la Direttiva "Habitat" regolamentandone l'attuazione da parte dello Stato, delle Regioni e Province Autonome. Il decreto, oggetto di contenzioso, è stato di recente modificato e integrato, a conclusione di un complesso lavoro che ha coinvolto Ministero e Regioni, con l'emanazione del D.P.R. 12 marzo 2003, n. 120, che prevede specifiche disposizioni gestionali e regole di conservazione e protezione dei Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e delle Z.P.S.. La Direttiva "Habitat", finalizzata alla tutela della biodiversità, introducendo la procedura di valutazione dell'incidenza sui S.I.C. e sulle Z.P.S., riferita oltre che alle opere e anche agli strumenti di pianificazione, intesi nell'ampio significato di piani territoriali e settoriali, ha contribuito a sviluppare la tendenza ad anticipare già nella fase di pianificazione la ricerca delle condizioni di sostenibilità ambientale (principio di prevenzione). In prima battuta, la Giunta Regionale con Deliberazione n. 2803 del 4 ottobre 2003 ha approvato la procedura, i contenuti e la modalità di stesura della valutazione di incidenza illustrati nei documenti "Guida metodologica per la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE" e "Modalità operative per la verifica e il controllo a livello regionale della Rete Natura 2000". Attualmente, la stessa Giunta Regionale, a partire dalle tematiche evidenziate dalla Commissione Europea e dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio relative all'attuazione delle competenze regionali, attraverso la Deliberazione n. 3173 del 10 ottobre 2006, ha dettato nuove disposizioni relative all'attuazione della Direttiva "Habitat" e del DPR 357/1997, formulando nell'allegato A una nuova "Guida metodologica per la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE". Tra i contenuti della D.G.R. 3173/2006 vi è quello relativo alla individuazione delle professionalità competenti alla redazione del documento di incidenza. La D.G.R., riprendendo un orientamento già vigente a livello comunitario, stabilisce che la determinazione delle professionalità idonee avviene sulla base del possesso di comprovate effettive competenze in materia (piuttosto che all'appartenenza a specifici ordini o categorie professionali). Inoltre la D.G.R sancisce che il documento di valutazione di incidenza dovrà essere preferibilmente predisposto da un gruppo interdisciplinare e obbligatoriamente firmato da professionisti con esperienza specifica e documentabile in campo biologico, naturalistico, ambientale.

 

Alcuni esempi:

  • SITO IT3220037 "COLLI BERICI": valutazione di incidenza del Piano di Assetto del Territorio del comune di Altavilla Vicentina (VI);
  • SITO IT3220037 "COLLI BERICI"; SITO IT3220005 "EX CAVE DI CASALE - VICENZA";
  • SITO IT3220040 "BOSCO DI DUEVILLE E RISORGIVE LIMITROFE": valutazione di incidenza del Piano di Assetto del Territorio del Comune di Vicenza;
  • SIC IT3260018 "GRAVE E ZONE UMIDE DELLA BRENTA": valutazione di incidenza per la realizzazione di un impianto per la lavorazione e lo stoccaggio di materiale inerte derivante da escavazioni e demolizioni in ambito fluviale del fiume Brenta in Comune di Pozzoleone (VI);
  • SITO IT3260018 "GRAVE E ZONE UMIDE DEL BRENTA": valutazione di incidenza relativa alla zona di addestramento-allenamento di cani da caccia da ferma in località Prè - Golena demaniale sinistra del Fiume Brenta;
  • VIncA Comune di Vicenza per PAT;
  • VIncA Comune di Altavilla Vicentina per PAT;
  • VIncA Comune di Sossano per PAT.
 

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